Che fretta c’era?

(di Davide Pappalardo)

Quante volte al giorno diciamo veloce, ho fretta, devo scappare?

Non lo so, ma di certo molte. Fateci caso.

Siamo nella società del just in time. Diamo frustate virtuali ai corrieri perché ci consegnino subito pacchi e pacchettini che dimentichiamo dopo averli aperti.

Rincorriamo mille occupazioni quotidiane, spesso futili. Dobbiamo stare sui social pena la nostra mancata esistenza. Siamo obbligati a frequentare tanti amici, senza essere intimi di nessuno. Siamo costretti ad acquistare tutto quello che non ci serve.

E’ il progresso, bellezza.

Siamo sicuri? Siamo la società dell’ansia, dei rapporti sociali mordi e fuggi, dei surrogati della vita felice che rincorriamo, condannati all’eterna insoddisfazione.

Nemmeno chi legge o chi scrive ne è immune. Sembrerà strano perché la lettura dovrebbe innalzare il nostro spirito critico ed dovrebbe essere gustata in serenità, in un posto comodo, con calma. Magari con una tazza di tè in mano o un buon vino.

E invece in molti, in qualità di lettori, abbiamo fretta di cominciare un altro libro quando siamo ancora all’inizio di un romanzo e contemporaneamente stiamo dietro e dentro ai social. Inframmezziamo le letture da mille altre distrazioni perdendo il senso di quello che stiamo facendo.

Stesso discorso per editori e scrittori. I primi hanno l’esigenza di competere con altri media e all’interno dello stesso segmento. I secondi non vogliono farsi dimenticare. E spesso questa fretta si traduce anche in chiusure veloci delle storie con conseguente perdita in termini di qualità.

Dovremmo riuscire a prendere i tempi giusti per tutto, senza eccessiva fretta, dire di no a qualcuno, concentrarci su alcuni aspetti della nostra vita, sennò non si ha il tempo di apprezzare nulla: amicizia, amore, letture, musica, arte, vita. Meno ma meglio. E invece cerchiamo di essere tuttologi, di stare sempre sul pezzo, spesso impropriamente.

Ma che ore sono? Ops, scusate ma ora devo scappare.

Ho mille cose da fare.

Chi è Davide Pappalardo:

siciliano di origine ma ormai stanziato a Bologna, davide Pappalardo è scrittore di romanzi noir/hard boiled, appassionato di Storia e specialmente del periodo e dei luoghi della prima guerra mondiale, che gli ispirano viaggi e parole appassionate e profonde (vedi altri suoi pezzi su questo sito: ‘Un anno sull’altipiano’, ecc.).

Da quest’anno, da partecipante appassionato a questo blog ne diventa collaboratore attivo a tutti gli effetti Salutamo!

 

 

 

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