Senza peccato e redenzione? La Basilicata di Di Nubila

(di Oreste Roberto Lanza)

“..Cristo si è fermato a Eboli dove la strada e i treni abbandonano la costa e il mare e si addentrano nelle desolate terre di Lucania. Cristo non è mai arrivato, ne è arrivato il tempo né l’anima individuale né la speranza né il legame tra le cause e gli effetti, la ragione e la storia. Nessuno ha toccato questa terra se non come un conquistatore , un nemico o un visitatore incomprensivo. Le stagioni scorrono sulle fatiche contadine oggi come tremila anni prima di Cristo. In questa terra oscura senza peccato e redenzione dove il male non è morale ma un dolore terrestre che sta sempre nelle cose , Cristo non è mai ridisceso , Cristo si è fermato a Eboli….”

Sfogliando le pagine di un bellissimo libro, scritto dal francavillese Felice Di Nubila, LA BASILICATA NEL CROCEVIA DELLA STORIA –edito da Ermes –  non so perché mi sono tornate in mente le parole di Carlo Levi, forse sollecitate dalla premessa che Di Nubila fa al suo lavoro dicendo … il popolo dei contadini, vittime passive o briganti ribelli; i patrioti borghesi, artefici del Risorgimento o dirigenti pronti a schierarsi sempre con il vincitore; i proprietari terrieri, pronti a valorizzare lo spezzettamento del latifondo con gli investimenti e con il lavoro oppure parassiti dell’Italia unita che amavano l’Italia come i vermi amano il formaggio….

E’ vero, il libro di Di Nubila, non è un compendio esaustivo di storia ma un discorrere semplice e lineare per portare della conoscenza approfondita sulla gens di Lucania da sempre vittima dell’oblio doloso e delle volute omissioni che tante volte hanno ucciso speranze, passioni e desideri di questa terra del silenzio. Fa bene a dire l’autore che la storia della più piccola regione del Sud, qual è la Basilicata, non può essere disgiunta dagli eventi della storia dell’Europa, affrettandosi a concordare, con la storiografia moderna, che la storia della Basilicata non è qualcosa di diverso da quella del Mezzogiorno.

Il testo è diviso in due parti . Una parte per cosi dire generale e una specifica o speciale con temi, dall’autore definiti, particolari. Il Feudalesimo e il Monachesimo, il Brigantaggio, l’Emancipazione delle donne, la Scuola e la Sanità, il Fascismo, le Risorse della Basilicata, le strutture di governo, Immagini e Testimonianze. Sono le pagine di queste particolarità su cui si fionda l’attenzione vigile del lettore con il virus della conoscenza che vuole sapere e capire in fondo perché questa terra da millenni ormai vive con un solo sfondo fatto di paure e silenzi di falsi orgogli e d’impegno laborioso nel cercare e mai trovare la dritta via. In queste particolarità tematiche si annidano le contraddizioni che da sempre si legano alla storia del Brigantaggio nel cercare di capire se erano delinquenti o resistenti. La scuola, la sanità e l’informazione in Basilicata tra l’ottocento e il novecento sono fatti narrati dall’autore in maniera semplice e accurata dove s’intuisce che in questi settori ancora vi è molto da lavorare e migliorare.

Interessante il capitolo dedicato, le risorse della Basilicata – la terra, l’acqua, il petrolio e la cultura; da leggere il paragrafo dal titolo Il Petrolio e lo sviluppo in Basilicata: i problemi aperti. In ultimo, ma non ultimo, il capitolo –Immagini e testimonianze. Oserei dire il Fotografo racconta. Tante volte sono proprio le immagini a diventare testimonianze di un tempo trascorso cui alcune volte non si saputo dare voce con sostanza; non si è avuta consapevolezza di voler e saper conservare il meglio di quelle arti e mestieri nate dalle passioni e intelligenze umane della terra di Lucania.

Tante foto che parlano meglio di uno scritto o di una goccia d’inchiostro. Un libro da leggere e poi conservare gelosamente, innanzitutto nel proprio cuore e nel profondo del proprio animo di brigante lucano.

 

La Basilicata nel crocevia della Storia, Ermes 2014

di Felice Di Nubila, pagg. 288

 

 

 

 

 

 

 

 

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