Pasquale Schiavone ci racconta ‘La dama rossa’ di Giada Trebeschi

la-dama-rossa-la-recensione-di-danilo-villani-per-sugarpulp-featured(di Pasquale Schiavone)

Serrato il ritmo, efficace l’intreccio, ben descritti i personaggi e le ambientazioni, una trama che avvince e che regala un buon thriller dai toni gialli. Interessante i dettagli storici, le continue citazioni, i riferimenti artistici, affrontato con grande precisione . La Dama Rossa di Giada Trebeschi (Mondadori, 2014) è, dunque, un racconto ben costruito, di una trama avvincente che non prevede cali di tensione o fasi di stallo, che sta alla base di tutta la narrazione. Considerando poi che questo è il primo esperimento di Giada Trebeschi nel genere romanzo (thriller, storico, sentimentale? Direi tutti insieme…). Senza idee enormi, riesce a tenerti attaccato alle pagine.
“1938. Nell’anno in cui il duce emana le leggi razziali e il rombo della guerra si fa sempre più vicino, la giovane studiosa di storia dell’arte Letizia Cantarini lavora con passione al restauro di un palazzo nobiliare vicino a Roma insieme a due colleghi. Dietro una parete, i tre scoprono una stanza segreta dove giacciono i resti di una donna murata viva circa cinquecento anni prima. Sul pavimento, accanto alla condannata a morte, di cui ancora si scorgono lembi di tessuto rosso come la porpora, alcuni fogli: le sue memorie e un enigma.Letizia però non ha il tempo di studiare le carte della misteriosa “Dama rossa” vissuta alla corte di Alessandro VI Borgia, che un gruppo di miliziani irons200fascisti, guidati dall’affascinante capitano de’ Risis, giunge a interrompere i lavori. È evidente che il ritrovamento della camera segreta desta un interesse non solo archeologico.Letizia e i colleghi capiscono di aver portato alla luce non tanto i resti del tesoro degli Olgiati – la famiglia cui apparteneva il palazzo – ma qualcosa di ben più prezioso. Inizia così una fuga indiavolata, un’avventura travolgente che vedrà i tre amici alle prese con un favoloso rompicapo: una sciarada composta nel Rinascimento che li porterà fino in Spagna, all’Alhambra, sulle tracce della Dama rossa e di un inimmaginabile tesoro.I protagonisti, separati dagli eventi – uno dei tre è ebreo e dovrà nascondersi dal furore fascista -, rischieranno la vita per scoprire e proteggere lo straordinario segreto..”
Ma in fondo ciò è lasciato come una specie di nota in calce, come un protocollo burocratico: il bello della storia non è il ritrovamento del tesoro, ma il mondo aperto e libero dell’avventura,.in questo romanzo c’è tutta l’avventura che si può desiderare. Un perfetto romanzo di intrattenimento di quelli difficili da mettere giù, perfetto per tutte le età.

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